Sun
Jun
13
Stamattina ero al bar per un caffè, accanto a me una ragazza chiacchierava con il barista con evidente confidenza amicale. Girandosi, la fanciulla, ha visto il ragazzo di colore che vende fazzoletti e “pi pi gas” (e il braccialetti dell’amore-amicizia-lavoro-fortuna). Lo ha chiamato per nome, certamente si conoscevano - ehi Pino (non ho capito come si chiamasse, facciamo finta che sia Pino), vieni a bere un caffè! Pino appena è entrato si è diretto verso la cassa con il portafogli di cuoio nero in mano pronto per fare lo scontrino. Da perfetto gentiluomo. A quel punto è scattata la scena del “ma che stai facendo, sta bono faccio io, ma no faccio io”. Il classico tira e molla del rito del dono ( il noto “ma no grazie non dovevi”). Alla fine la ragazza ha chiuso dicendo: oh, ma t’ho invitato io! E Pino si è rilassato, ha ringraziato e si è goduto il caffè con l’amica. Hanno scambiato altre chiacchiere sui mondiali con il barista e sono andati via. Pino lì fuori con la sua vetrina mobile di kleenex, lei verso la piazza. Non so perché ma tutti questi piccoli gesti mi hanno colpita per la loro normalità e straordinarietà insieme. E mi è venuto subito in mente un pensiero - che questa è l’Italia che vorrei. Anche questa è l’Italia che vorrei.
(via kindlerya)
Santa Di Pierro: l’Italia che vorrei
(via kindlerya)